mercoledì 23 agosto 2017



Giancarlo Cioffi (3 febbraio 1921 - 30 aprile 2019) racconta la sua esperienza di guerra con il Capitano Silvano Abba.
Cioffi ha partecipato alla leggendaria carica di Isbuscenskij.
Tornato dalla Russia a causa degli eventi dell' 8 settembre rimane senza ordini e provvisoriamente con i suoi commilitoni viene congedato. 
Successivamente si arruola nei reparti della RSI. Inizialmente si occupa di organizzare il vettovagliamento in una caserma della GNR poi viene inviato a frequentare la scuola allievi ufficiali di Oderzo presso il collegio Brandolini. 
Quando la guerra volge al termine rifiuta inizialmente di arrendersi al CNL, poi dopo diversi incontri con militari italiani e partigiani la scuola viene chiusa. 
Molti allievi della scuola saranno vittime delle vendette dei gruppi partigiani. 
Cioffi fortunatamente riuscirà a lasciare la scuola illeso, ma non tornerà a casa a Milano, per lui sarebbe pericoloso farsi vedere. Tutti conoscono il suo passato militare nella RSI.
Intanto il padre è stato epurato in azienda per motivi politici. 
Un suo commilitone Cabrini, il 5 maggio viene ucciso dai partigiani alla Bovina, col pretesto di aver seviziato bambini, ma Cioffi ha sempre smentito questa falsa accusa.
Anni dopo anche il CNL invierà una lettera di scuse alla famiglia di Cabrini, dicendo che si trattò di un tragico errore. (Sembra che ad ucciderlo fu un contendente in amore, geloso perchè una ragazza gli preferì Cabrini).
Cioffi rimasto senza questo suo amico, con cui voleva aprire una attività commerciale, si dirige da solo a Verona e nel Veneto lavorerà come rappresentante. Venderà di tutto, dai parafulmini alle lamette da barba.
Solo quando è necessario si reca a Milano ma di notte, il rischio per lui è alto, la "volante rossa" opera indisturbata in quel periodo.
Dopo si sposta a Bolzano, dal 51 al 59, quando finalmente torna a Milano con la moglie, sposata nel 49, e con i due figli Maurizio e Silvana.
Il matrimonio finisce per incomprensioni nel 1972.
Poi arriverà la seconda moglie Luisa e la terza figlia Cristiana.
Nel 2011 purtroppo perde il figlio Maurizio, a soli 56 anni, a causa di un tumore.
Cioffi stringe i denti e guarda avanti. La sua carriera procede e si afferma nell'ambito del design di mobili.
Negli ultimi anni della sua vita è l'ultimo depositario di una esperienza e di una memoria storica che lo portano a frequentare raduni e associazioni combattentistiche dove senza sosta continua a ricordare il suo Capitano, Silvano Abba. 
Non ha mai rinnegato la sua fede fascista, per lui l'Italia era quella nata nel 1922. Aveva amato quegli ideali in cui era cresciuto, aveva portato la divisa con onore, credeva nella famiglia e nella Patria.
Un uomo d'altri tempi, per alcuni ancora un nemico... per altri un esempio. Ognuno scelga in base alle proprie convinzioni...


Durata 98'
Scene inedite 38'
Lingua Italiano - no sottotitoli Pal 16:9 Colore/Stereo





Acquista più copie








Giancarlo Cioffi













Cioffi e il suo cavallo violetto











Dopo questa risposta con Cioffi ci organizzammo per incontrarci e registrare l'intervista da cui trarre il documentario. Il tramite fu l'avvocato Yuri Tartari che conosceva bene Cioffi. Ad organizzare tutto il Comandante Lorenzo Ruffini. L'intervista è stata registrata a Caronno Pertusella dove Cioffi viveva con la moglie. (Clicca per info)
C.C.

                         ACQUISTA IL DOCUMENTARIO SU AMAZON (CLICCA QUI)


Nessun commento:

Posta un commento