sabato 30 luglio 2016

La spedizione in Dancalia di Raimondo Franchetti

"Il 7 agosto del 1935 un aereo italiano S 81, partito da Roma e diretto ad Asmara, precipitò in fiamme a 20 km dal Cairo.
Nell'incidente, oltre agli uomini dell' equipaggio, morirono Luigi Razza, ministro dei lavori pubblici, e l'esploratore Raimondo Franchetti.
Le cause del disastro non furono mai chiarite, ma sulla stampa nazionale ed estera si parlò di sabotaggio..."



Non sapevo chi fosse il Barone Franchetti fino a quando non me ne parlò Luca Gaetani, che era il nipote.
La madre di Luca era Lorian una delle figlie dell'esploratore.



Luca andava orgoglioso del nonno e conservava il famoso libro dato alle stampe dal Barone al ritorno dalla famosa spedizione "Nella Dancalia Etiopica" e anche una vecchia copia del servizio che Ettore della Giovanna fece per la RAI con l'aiuto di Mario Craveri, che aveva seguito la spedizione Franchetti come cineoperatore documentandone molti momenti.
Quando conobbi Luca viveva a Trinoro, a casa del cugino Andrea Franchetti noto produttore di vino. 


Trinoro all'epoca era un luogo magico e selvaggio allo stesso tempo. Si vedeva in lontananza la torre di Radicofani. 


Luca possedeva una cassa di legno con scritto sopra Raimondo Franchetti, era una delle tante utilizzate per trasportare munizioni, viveri o altro durante la spedizione.
Era interessante parlare di Franchetti con Luca, si entrava con la mente in una macchina del tempo e come in un fumetto di Hugo Pratt si finiva per rivivere quelle avventure.
Fu Luca che mi spinse a fare un documentario sul nonno.
(Continua)...


LUIGI RAZZA Il Ministro che morì con Franchetti



Nesbitt esploratore e rivale di Franchetti, andò in Dancalia prima del Barone ma seguì un percorso diverso. Morì come il Barone in un incidente aereo, poco tempo prima del rivale.


Mario Craveri cineoperatore e regista che seguì il barone nella sua avventura


Alberto Pollera (destra foto seduto)


Afdera Franchetti figlia del Barone


Il Marchese Patrizi



La Marchesa Giulia Patrizi, il maritò seguì la spedizione Franchetti nella prima fase.


Maddalena e Paolo Patrizi








sabato 28 maggio 2016

SERGIO DENTI
E I BARCHINI ESPLOSIVI DELLA DECIMA MAS

http://www.roninfilmproduction.com/1/mtm_548_storia_dei_barchini_esplosivi_della_decima_mas_6792545.html

Sergio Denti falsificando il documento di identità si arruola nella Regia Marina appena l'Italia entra in guerra. Ha sedici anni. Per due anni viaggia sulla Torpediniera Orsa, ed è protagonista di imprese eroiche meritando tre Croci al valor Militare. Dopo l'8 settembre, si arruola nella Decima Flottiglia Mas dove viene decorato con una medaglia di bronzo al V.M.
La notte del 17 Aprile 1945, Sergio Denti a bordo del suo barchino MTM 548 carico di tritolo, scorge nel buio il cacciatorpediniere Trombe. Inizia il suo attacco...
Danneggia irrimediabilmente la nave ma viene catturato dai francesi. Fugge e torna in Italia.
Per il suo passato nella Decima viene imprigionato a Taranto, ma presto rilasciato e affidato a James Angleton, dei servizi segreti americani, che sta reclutando ex combattenti della R.S.I. per fronteggiare i comunisti nell'eventualità che tentino di prendere il potere in Italia con la forza.
Grazie ad Angleton riceve denaro e cibo, ed aiuta altri ex combattenti a rimettersi in sesto, tra questi Raimondo Vianello e i fratelli, che in quei giorni sono alla fame come molti reduci di Salò.
L'insurrezione dei comunisti non si verifica e Sergio torna definitivamente alla vita civile, visto che la Marina Militare lo allontana, perchè ha militato nella repubblica di Salò.
Sergio diventa mercante d'arte.
Viene riavvicinato dalla Marina in modo indiretto tramite l'Ammiraglio Gino Birindelli, che lo considera un eroe e lo vuole con lui nella P2 di Licio Gelli.
Ma Sergio Denti dei giorni della guerra ricorda soprattutto gli insegnamenti del suo Comandante JUNIO VALERIO BORGHESE, che lo esortava a lavorare sempre per se e per rendere l'Italia migliore.
Durata 48 minuti - Lingua ITALIANO / No sottotitoli
Extra : L'MTM visto da vicino

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lunedì 16 maggio 2016

IL FALSO BUGIARDO


Luciano Vincenzoni (Treviso, 7 marzo 1926 - Roma, 22 settembre 2013) era figlio di un fornitore militare, Matteo Vincenzoni, nato in provincia di Cuneo mentre la madre Clementina Bandiera era originaria di Roma.
I Vincenzoni durante la guerra vivevano nell'agiatezza, almeno fino al 1944, poi le cose iniziarono a peggiorare.
Quando raggiunge l'età della leva Vincenzoni fugge in montagna con i partigiani per non arruolarsi nelle camice nere.
Al termine della guerra, nel 1951, dopo aver incontrato Toni Roma porta a termine per lui una vendita di surplus di materiale bellico americano guadagnando una cifra enorme che gli permette di andare a Roma e inseguire il sogno di diventare sceneggiatore.
Toni Roma nella capitale deve anche curare alcuni affari e tra questi c'è la produzione di un film con Rossano Brazzi dal titolo "Oliva Incantesimo Tragico", a cui partecipa anche l'attrice María Félix, che in Italia cerca di rinverdire la sua carriera. 
Il film è un insuccesso e le cose per Vincenzoni e i fratelli Roma cambiano in peggio.
Vincenzoni torna a Treviso e trovandosi senza soldi viene aiutato dall'industriale Fanna proprietario della Bortolo-Lazzaris.
Torna a Roma con l'aiuto di Fanna e nel 1954 riesce a vendere il suo primo soggetto che diventerà il film "Hanno Rubato un Tram", diretto e interpretato da Aldo Fabrizi.



Inizialmente la regia del film è curata da Ruggero Maccari,  ma durante le riprese Maccari lascia il film che viene completato dallo stesso Fabrizi che ne è anche il protagonista. 
Dopo il film di Fabrizi, Vincenzoni non riesce a trovare subito altre committenze. 
Sopravvive con lavori saltuari e diventa amico di Antonio Leone Viola che tutti conoscono come Leonviola, un regista molto indipendente che sbarca il lunario grazie a cambiali non onorate e stratagemmi vari.



Antonio Leonviola

La Roma di quegli anni però offre molte possibilità agli avventurieri e ai sognatori. 
Vincenzoni ha modo di incontrare John Huston con cui condivide l'amicizia di Olghina de Robilant, poi Orson Welles che alla taverna dell'Orso rimane vittima di Toni Roma in una scazzottata per motivi passionali; ma anche Pepi Lenzi un personaggio affascinante, conquistatore di donne, ex amante dell'attore Clifton Webb, che riesce ad avere tramite Joseph Schenk l' incarico per la Metro di curare la produzione di alcuni film nella Hollywood sul Tevere. Lenzi finirà la sua carriera e la sua vita proprio a Hollywood dopo aver lavorato anche con Lucas e Peckinpah.
Vincenzoni lo incontra quando ha una storia d'amore con una  attrice tedesca ex amante di Goebbels, fuggita dalla Germania e arrestata dagli inglesi, divenuta moglie dell' ufficiale che comandava il campo di detenzione dove era stata rinchiusa e poi da vedova era arrivata a Roma in cerca di fortuna, fortuna che non troverà.
Trai i tanti incontri Vincenzoni conosce anche Ennio Flaiano che gli presenta il regista Hugo Fregonese.
Sempre per raggranellare qualche soldo, accetta di lavorare come attore nel film "I girovaghi" interpretato da Peter Ustinov e diretto da Fregonese con cui però i rapporti saranno pessimi e Vincenzoni abbandonerà il film a pochi giorni dalla fine delle riprese.




Sopra Vincenzoni Flaiano e Fregonese

Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con Pietro Germi.
Preparano due progetti, uno è la trasposizione cinematografica di un romanzo di Gilbert Cesbron.
Germi va a Parigi ad incontrare lo scrittore che però non cede i diritti cinematografici del libro, per cui torna a Roma senza soldi e senza un progetto da sviluppare fino a quando Alfredo Giannetti gli propone un soggetto dal titolo "Il treno".
Germi Giannetti e Vincenzoni lo elaborano e lo propongono a Carlo Ponti che accetta di finanziargli il film che diventerà "Il Ferroviere". 


Vincenzoni   Cesbron   Germi





                                 


CARLO PONTI PRODUTTORE DE "IL FERROVIERE"

Nel 1958 dopo aver discusso con Germi smette di lavorarci e inizia a scrivere senza firmarle delle sceneggiature per film di serie B, grazie ad un'amica che gli presenta il produttore Misiano.
L'amica sceneggiatrice era Lianella Carell, che aveva partecipato come attrice al capolavoro di De Sica "Ladri di Biciclette".
In quel periodo Vincenzoni fa l'incontro che gli cambia la vita, inizia la collaborazione con Dino De Laurentiis, con un contratto in esclusiva. 
L'incontro con De Laurentiis è rimasto negli annali del cinema perchè fu rocambolesco come molte avventure di Vincenzoni.
Luciano entrò nell'ufficio del produttore senza avere un appuntamento scansando la segretaria e la vigilanza.
Dentro trovò Carlo Lizzani e l'avvocato Borgognoni che parlavano con Dino.



Rischiando l'arresto Vincenzoni riuscì a farsi ascoltare e vendette i primi soggetti al grande De Laurentiis, tra cui "La grande guerra", "I due nemici", e "il gobbo".






ALBERTO SORDI E MONICELLI DURANTE IL FILM LA GRANDE GUERRA


Gassmann - Mangano - Sordi  LA GRANDE GUERRA


SCARPELLI VINCENZONI E DE LAURENTIIS

Per la realizzazione de LA GRANDE GUERRA De Laurentiis affiancherà a Vincenzoni Age e Scarpelli i due autori che con Monicelli avevano già scritto "i soliti ignoti" film di grande successo che precedeva il capolavoro sulla prima guerra Mondiale che Monicelli stava per iniziare a preparare.
La collaborazione sarà felice e negli anni successivi Vincenzoni avrà di nuovo modo di lavorare con la coppia di scrittori.
Almeno telefonicamente i rapporti con Scarpelli continuarono fino alla morte di quest'ultimo.
Durante la scrittura del film, quasi a stesura finale completa, Vincenzoni propose a Monicelli di inserire una scena che aveva ideato ispirandosi a un libro di Roland Dorgeles "Croci di Legno".
Monicelli accettò il consiglio e la scena fu inserita.
Durante la proiezione al festival di Venezia, René Clair che era in giuria, riconobbe la scena presa dal romanzo e chiese a Vincenzoni chi l'aveva scritta, Luciano capì l'intento e rispose "Dorgeles naturalmente" conquistandosi la simpatia di Clair.


LETTERA DI RENE CLAIR A VINCENZONI






Nel 1960, con Mino Pontiroli (che si firmava Roli) scrive per il teatro "Sacco e Vanzetti", un successo internazionale. La produzione dell'allestimento è di Dino De Laurentiis. La regia era  di Sbragia con cui Vincenzoni avrà pessimi rapporti.
L'idea di Dino De Laurentiis era di farne una versione cinematografica con un regista americano. Se ne parlò per molto tempo ma alcuni contrasti allontanano Vincenzoni da De Laurentiis prima dello scadere del contratto in esclusiva e il progetto del film su Sacco e Vanzetti non prenderà vita. Anni dopo sarà Montaldo a fare un film dalla vicenda dei due italiani e alla sceneggiatura collaborerà sempre Mino Roli.

Vincenzoni intanto terminato il suo lavoro con De Laurentiis torna libero sulla piazza come sceneggiatore.
In quel periodo il destino lo fa di nuovo incontrare con Germi che ha avuto a sua volta dei dissidi con Giannetti che dopo il Ferroviere era diventato il principale collaboratore e co-autore dei suoi film.
Per questo motivo Germi trovandosi senza un' idea da sviluppare  chiede a Vincenzoni di tornare a collaborare con lui.
Vincenzoni ha il soggetto del film "Sedotta e abbandonata" e insieme a Germi lo realizzano con il produttore Franco Cristaldi.
Sedotta e abbandonata vincerà a Cannes la palma d'oro per il miglior attore che andrà a Saro Urzì, che aveva già lavorato con Germi.





Sull'onda del successo del film Vincenzoni viene avvicinato da Robert Haggiag che riesce a convincerlo a lasciare Cristaldi e fare con lui per la United Artists il nuovo film di Germi, "Signore e signori", con Virna Lisi e Gastone Moschin.



Il film è basato su tre aneddoti autobiografici di Vincenzoni, tutti accaduti a Treviso e dintorni.




Durante i sopralluoghi per il film Germi e Vincenzoni portano con loro Ennio Flaiano che li accompagna a Treviso, anche per guadagnare qualcosa dovendo partire per il Canada per motivi sentimentali.
Flaiano non partecipò alla sceneggiatura del film ma diede un consiglio a Vincenzoni che fu subito seguito e si rivelò utilissimo.
Invece di girare tre episodi separati, consigliò di incastonarli tra di loro, immaginando che in un episodio i protagonisti hanno un "coro" che li accompagna, nel secondo episodio il coro diventa protagonista e gli altri diventano il coro, mentre nel terzo lo stesso espediente cambia nuovamente l'ordine tra protagonisti e coro.
Alla sceneggiatura parteciperanno Age e Scarpelli, chiamati proprio da Vincenzoni.
Per realizzare il film Vincenzoni e Germi creano anche una loro società di produzione la RPA Registi Produttori Associati ma i rapporti si guastano nuovamente e i due si separano e Vincenzoni esce dalla società.



Di nuovo si ritrova senza lavoro e senza progetti.
E' un momento difficile per Vincenzoni e come spesso accade nella sua vita l'alcol e il gioco d'azzardo prendono il sopravvento ma nel 1965 Sergio Leone lo cerca improvvisamente. 
I due si erano conosciuti ai tempi di HANNO RUBATO UN TRAM film in cui Leone era aiuto regista.
Leone va da Vincenzoni per chiedergli di scrivere  il suo secondo western. Probabilmente Leone mirava anche ai contatti che Vincenzoni aveva acquisito con Haggiag e Lopert della United Artists.



Effettivamente l'intuizione di Leone è giusta, Vincenzoni vede l'incredibile successo che ha il primo western di Leone e convince Ilya Lopert capo della UA in Europa a comprare il film, vendendogli anche il nuovo film che ha iniziato a scrivere per Leone, PER QUALCHE  DOLLARO IN PIU'. La riunione con i capi della UA si svolge al Grand Hotel di Roma. 



Lopert vuole un secondo film su cui investire e con cui vincolare Leone con un contratto in caso il primo andasse bene. Durante l' incontro Vincenzoni alla domanda "what's the next?" riesce a vendere un secondo film che ancora non è scritto ma che diventerà poi "il buono, il brutto, il cattivo". 
L'idea della storia gli viene pensando al suo "LA GRANDE GUERRA" e inizialmente immagina due personaggi alla SORDI-GASSMANN che si aggirano nel west americano ed in effetti alla SIAE il film verrà registrato con il titolo di "I DUE MAGNIFICI STRACCIONI" successivamente cambiato ne "IL BUONO IL BRUTTO IL CATTIVO", anche perchè i personaggi, con lo sviluppo della sceneggiatura erano diventati tre.






Cleef, Vincenzoni e Doris Pignatelli

Il rapporto con Leone però si interrompe per incomprensioni e Vincenzoni si trova nuovamente libero. Questa volta però ha molto denaro grazie a delle royalties che la UA gli paga annualmente sugli incassi dei due western.
Inoltre il successo dei film di Leone gli apre nuove possibilità, a Londra frequenta i produttori Salzman e Broccoli, a Parigi dove risiede spesso, diventa sempre più amico di Ilya Lopert capo europeo della UA.
E' un periodo felice e le proposte di lavoro da parte di registi e produttori italiani abbondano.
Un giorno mentre è a Roma riceve una telefonata dalla segretaria di Billy Wilder, Rosellina.
Wilder gli propone di collaborare al film "Avanti!"



Per Vincenzoni è un traguardo incredibile. Il lavoro con Wilder lo fa entrare in rapporti con molti amici del regista Austriaco, tra cui Jack Lemmon e William Holden.




In quel periodo affitta un appartamento al Pierre di New York e collabora con De Laurentiis che risiede a Los Angeles, in seguito anche Vincenzoni va a vivere a Hollywood. 
In quegli anni incontra Bukowsky e nella sua casa di Beverly Hills passano amici e personalità da tutto il mondo, come Roman Polansky, Peter Sellers, Candice Bergen, Bert Schneider, Gianni Bulgari, Oliver Stone, Irene Miracle, Claude Lelouche, Marta Keller, Francis Ford Coppola. 
Ricorderà quel periodo dicendo "lavoravo poco, guadagnavo molto, trombavo moltissimo".
Vincenzoni non prende la cittadinanza americana e fa la spola con Roma dove torna frequentemente e dove continua anche a lavorare con registi italiani come Sergio e Bruno Corbucci in film minori.
Per Dino De Laurentiis scrive e produce il film "Orca assassina".



Le riprese del film supervisionate da Vincenzoni saranno un susseguirsi di problemi e imprevisti. 
Tra i primi il licenziamento della segretaria di edizione. Vincenzoni mal sopporterà un atteggiamento spocchioso della donna a favore del regista Michael Anderson. Anche con il regista, noto professionista che aveva già firmato decine di film di successo, i rapporti andranno peggiorando di giorno in giorno.
La sceneggiatura di Vincenzoni e Donati verrà riscritta ma "bocciata" all'unanimità dagli attori, per tornare poi alla vecchia versione.
Altri problemi arriveranno dagli attori, Richard Harris avrà frequenti sbalzi di umore perchè leggendo un tabloid scoprirà che la sua compagna lo tradisce, Charlotte Rampling si vedrà sostituire il parrucchiere personale per ordine (pare) della Mangano che voleva favorire un amico, l'indiano William Sampson spesso si ubriacava, una bobina con il giornalieri di alcune riprese fatte in piscina a malta viene persa e ritrovata solo dopo alcuni giorni, le orche ricostruite da Garbuglia per delle scene subacquee si rivelano troppo pesanti e per farle muovere i tecnici avranno molti problemi...e via dicendo.
L'unica che non darà problemi sarà Bo Derek, forse perchè era al suo primo film.
Comunque il lavoro verrà portato a termine seppure con polemiche con de Laurentiis che imporrà alcune scelte nel montaggio finale, tra cui una canzone nei titoli di coda del film che nello script originale doveva terminare con il silenzio del mare ghiacciato, silenzio che sarà sostituito dalla voce di un amica cantante di Raffaella de Laurentiis.
Tra gli ultimi lavori di Vincenzoni c'è un altro film scritto sempre per De LAurentiis, "Codice Magnum", con Arnold Schwarzenegger. 
Frequenta molto Peter Bogdanovich che è al massimo del suo successo dopo aver realizzato PAPER MOON.
Da una storia autobiografica di Vincenzoni, COW GIRL, Bogdanovich inizia a scrivere una sceneggiatura ma il film non si farà perchè l'attrice Cybill Shepherd, allora compagna del regista, non gradisce il ruolo. 



Altri progetti non andranno in porto anche se verranno opzionati da diversi produttori come Arthur Sarkissian grande ammiratore di Vincenzoni.
A quel punto visto che i rapporti con De Laurentiis non sono più idilliaci Vincenzoni torna a Roma.
Il cinema che trova non è quello a cui è abituato, i registi con cui lavorava sono scomparsi o si sono ritirati, per lui inizia un periodo di riposo forzato.
Gli ultimi anni della sua vita lo vedono isolato dal resto del mondo del cinema anche se molti giovani e meno giovani cercano di avvicinarlo e di incontrarlo nella sua casa di Roma.


Caterina D'Amico premia Vincenzoni

Gli ultimi suoi lavori non sono nuovi soggetti ma vecchie storie che con caparbietà cerca di vendere, come il soggetto MA L'AMORE NO che tramite Ettore Scola viene opzionato da un produttore francese che non lo realizza e tornato di proprietà di Vincenzoni viene poi diretto da Tornatore per la Medusa film con il titolo MALENA.
I rapporti con Tornatore però sono pessimi e questo contribuisce a ingigantire la sua fama di autore litigioso.






Scrive una biografia, molto sintetica, intitolata PANE E CINEMA che perlopiù contiene storie mai realizzate. Con la pubblicazione affidata ad un editore che ha la fama di non essere il massimo della correttezza, Vincenzoni spera di rimettere in pista alcune sue vecchie storie. Molti amici gli consigliano di affidarsi ad un altro editore ma lui si intestardisce...col tempo si pentirà amaramente di non aver ascoltato i loro consigli.




Agenore Incrocci in arte AGE


PIETRO GERMI Amico e maestro di Vincenzoni


DINO DE LAURENTIIS 


LUCIANO VINCENZONI


FURIO SCARPELLI


GOFFREDO PARISE


LUCIANO VINCENZONI E AUDREY HEPBURN

IL FALSO BUGIARDO è un documentario ispirato alla sua autobiografia e prende il titolo da una frase del regista PIETRO GERMI, che definiva Vincenzoni un falso bugiardo, perchè "racconta storie incredibili che poi si rivelano vere". 
I testimoni di molte di queste storie vissute da Vincenzoni appaiono nel FALSO BUGIARDO, intrecciando le loro testimonianze ad una lunga intervista allo scrittore, ricomponendo un puzzle di eventi, che dagli anni della guerra arrivano fino ad oggi, attraversando la storia del cinema italiano e non solo...


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Vincenzoni e Billy Wilder


GUIDO BOSCO e SILVIO TONAZZI sono stati i legali rappresentanti di Luciano Vincenzoni per tutta la sua carriera. Li aveva conosciuti quando erano ancora giovani avvocati in erba e lui era da poco entrato in rapporti con Dino De Laurentiis e il suo avvocato Borgognoni, Bosco lavorava con Borgognoni e per questo si incontrarono. 





Celine è stato il punto di riferimento di Vincenzoni dopo che aveva scoperto per caso il romanzo "Viaggio al Termine della notte" a Padova, una sera dopo un bombardamento. Per lui Celine era quasi una mania, un'ossessione, ne parlava a tutti, rileggeva parti del "Viaggio..." e a volte se li recitava a memoria. Ne aveva molte copie, sia in Italiano che in francese. 




Federico Pignatelli presidente dei Pier 59 Studios di NY e LA è cresciuto con Luciano Vincenzoni perchè la madre Doris fu la compagna di Luciano per molti anni.
Proprio negli anni in cui Vincenzoni e Doris Pignatelli si frequentavano Gianni Bulgari conobbe Luciano e da allora rimasero amici fino alla fine.
Bulgari fu il più fedele e assiduo auditore dei racconti di Luciano.